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El Hotel Electrico

El Hotel Eléctrico (1908): una delle prime animazioni meccaniche del cinema europeo

Nel 1908, il regista e pioniere degli effetti speciali Segundo de Chomón, originario di Teruel (Aragona), realizza El Hotel Eléctrico per la casa di produzione francese Pathé Frères. Il cortometraggio, della durata di circa otto minuti, è oggi considerato uno dei primi esempi noti di uso sistematico della tecnica del passo uno (stop-motion) applicata a oggetti reali.

Nel film, una coppia – interpretata dallo stesso Chomón e da Julienne Mathieu – soggiorna in un albergo dotato di una tecnologia apparentemente miracolosa: valigie che si aprono da sole, pettini e spazzole che sistemano i capelli senza l’intervento umano, sedie che si muovono autonomamente. L’intervento della stop-motion, fotogramma per fotogramma, dà vita a una rappresentazione giocosa e meccanizzata dell’automazione domestica, in linea con l’entusiasmo positivista per l’elettricità che attraversava l’Europa d’inizio Novecento.

La struttura narrativa è semplice: il funzionamento perfetto dell’hotel degenera nel caos quando il tecnico addetto si addormenta ubriaco, dando origine a una sequenza comica di oggetti fuori controllo. Questo ribaltamento slapstick anticipa un immaginario che sarà poi ripreso in decenni di cinema fantastico e satirico sulla tecnologia.

Il film risponde e rilancia, in chiave europea, l’idea già sperimentata da J. Stuart Blackton in The Haunted Hotel (Vitagraph, 1907), considerato uno dei primi successi della stop-motion americana. Tuttavia, El Hotel Eléctrico va oltre, integrando effetti ottici come lampi e scariche disegnate direttamente sulla pellicola, avvicinandosi allo stile di Georges Méliès, con cui Chomón è spesso paragonato.

Studi successivi (vedi: Tom Gunning, The Cinema of Attractions; Stephen Bottomore, The Sparkling Surface of Modernity) sottolineano l’importanza storica di El Hotel Eléctrico non solo per l’evoluzione della tecnica animata, ma anche per la sua capacità di visualizzare, con ironia e meraviglia, il rapporto nascente tra uomo e macchina.

Oggi il film è di pubblico dominio e può essere visionato in versioni restaurate su piattaforme come archive.org e YouTube, offrendo una testimonianza preziosa delle origini del cinema d’animazione e del fascino che l’elettricità – simbolo del progresso – esercitava sull’immaginario collettivo dell’epoca.


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