C’è sempre stato, nell’elettricità, qualcosa di magico. Migliaia di anni prima che diventasse un’infrastruttura invisibile ma vitale, era un fenomeno misterioso che affascinava filosofi e artigiani
le origini
La storia inizia nella Grecia antica: intorno al 600 a.C., l’antico filosofo greco Talete di Mileto scoprì che l’ambra possiede una proprietà piuttosto peculiare: quando viene strofinata con pelliccia, sviluppa la capacità di attrarre oggetti leggeri, come le piume.
Talete (625-547 a.C.), greco della città di Mileto, fisico, astronomo e geometra allo stesso tempo, è tradizionalmente designato come il primo elettricista. È da Aristotele e Ippiao che apprendiamo che egli “comunicava vita” a cose inanimate per mezzo dell’ambra gialla, denominata con il termine greco “Elektron”.
Per secoli, questo fenomeno dell’ambra restò una curiosità. Secondo Aristotele, Talete pensava che “tutte le cose sono piene di dèi”, cioè che le pietre magnetiche avevano anime, perché il ferro è attratto da esse. Lo stesso si applicava all’ambra per la sua capacità di generare elettricità statica. Il ragionamento per tale ilozoismo era che se qualcosa si muoveva, allora era vivo, e se era vivo, allora doveva avere un’anima.
L’elettricità rimaneva così sospesa tra scienza e magia, un mistero che avrebbe aspettato millenni prima di rivelare i suoi segreti.
La Nascita della Scienza Elettrica (1600)
Dal mistero alla metodologia scientifica
Con il Rinascimento e la nascita del metodo scientifico, l’elettricità inizia la sua trasformazione da curiosità a campo di studio. Il pioniere è William Gilbert, il medico di corte della regina Elisabetta I, che nel 1600 pubblica “De Magnete”.
Gilbert stabilì gran parte della terminologia di base ancora usata nel campo dell’elettromagnetismo, inclusi elettricità, attrazione elettrica e forza e polo magnetico. Una importante affermazione fu che l’effetto magnetico esibito dalla magnetite era distinto dall’effetto dell’ambra, una visione che andava contro la credenza comunemente accettata.
Primo a usare i termini attrazione elettrica, forza elettrica e polo magnetico, è spesso considerato il padre degli studi elettrici. Gilbert distingue per primo elettricità e magnetismo, ponendo le basi scientifiche per tutto ciò che seguirà.
Nel 1663 arriva Otto von Guericke con la sua rivoluzionaria macchina elettrostatica. Inventò il primo generatore elettrico, che produceva elettricità statica applicando frizione contro una palla rotante di zolfo. Una volta che il globo di zolfo acquisiva carica in eccesso, von Guericke lo usava per osservare una varietà di fenomeni che oggi riconosciamo come caratteristici dell’elettricità statica. Questi fenomeni includevano attrazione, repulsione, scintille saltellanti visibili nell’oscurità e suoni crepitanti.
L’elettricità non è più soltanto una stranezza naturale, ma qualcosa che si può produrre e osservare a comando. Il XVII secolo chiude con l’elettricità ancora misteriosa, ma ormai oggetto di studio sistematico.