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Little Japansky (1906)

Nel 1906 nasce Little Japansky, “ragazzo meccanico” delle strisce di Lyonel Feininger. Un robot ante-litteram, prima ancora della parola robot.

il ragazzo meccanico ante-litteram

Prima ancora che la parola robot venisse coniata da Karel Čapek nel 1920, il mondo della narrativa visiva aveva già cominciato a immaginare esseri meccanici antropomorfi. Uno dei primi esempi significativi è Little Japansky, personaggio della visionaria serie a fumetti The Kin-der-Kids, ideata dal pittore e illustratore tedesco-americano Lyonel Feininger e pubblicata sul Chicago Sunday Tribune a partire dal 29 aprile 1906.

Un’automa tra le onde dell’avventura

The Kin-der-Kids racconta le imprese surreali e poetiche di un gruppo di bambini a bordo di una vasca da bagno trasformata in imbarcazione. Insieme a loro viaggia Little Japansky, un “ragazzo meccanico” dalle fattezze umane, sempre pronto ad assistere gli altri con la sua logica fredda e i suoi strumenti incorporati.

Pur non essendo descritto come un robot (termine che nascerà solo 14 anni dopo), Japansky rappresenta chiaramente una forma primitiva di automa narrativo: un essere artificiale, progettato per aiutare, dotato di volontà e peculiarità comiche, che si muove in un universo grafico di sogno e nonsense.

Arte moderna e pre-cybernetica infantile

Feininger, già legato ai movimenti d’avanguardia europei e futuro maestro del Bauhaus, anticipa nel fumetto elementi che oggi potremmo definire proto-cybernetici. Japansky non è una macchina senz’anima: è un personaggio dotato di tratti affettivi, ma anche di una distanza emotiva, come molti androidi che abiteranno la fantascienza del dopoguerra.

Il suo nome, Japansky, riflette inoltre l’immaginario esotico e tecnologico di inizio Novecento: Japan come allusione all’estetica orientale e alla miniaturizzazione; -sky come suffisso slavo-scientifico, alla maniera delle parole che evocano la modernità industriale.

Un’icona dimenticata della robotica illustrata

Little Japansky non è solo una curiosità grafica: è una testimonianza precoce di come l’idea di macchina umanoide fosse già sedimentata nell’immaginario popolare ben prima della nascita ufficiale del concetto di robot. La sua presenza in una serie per l’infanzia lo rende ancora più interessante, perché dimostra quanto il rapporto tra tecnica e infanzia sia stato sin dagli inizi anche un fatto culturale, simbolico, e non solo funzionale.

Oggi le tavole di Feininger sono considerate pietre miliari del fumetto moderno, e The Kin-der-Kids viene spesso citato accanto ai lavori pionieristici di Winsor McCay (Little Nemo in Slumberland). Japansky, pur rimanendo una figura minore, è a tutti gli effetti uno dei primi “robot bambini” dell’immaginario occidentale.

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